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Devo avere il coraggio, un giorno di questi, di arrivare all’edicola e, invece di comprare un giornale, chiedere La Padania. Robe da impavidi, me ne rendo conto, ma sono convinto che mi servirebbe, almeno per temprarmi. E anche un po’ per ridere.

Per dire: l’altro giorno in prima pagina è uscito un articolo con i soliti colori pastello da settimanale scandalistico, che divideva in buoni e cattivi i programmi di tele e radio.

Ci sono quelli perfidi, che a parere del distinto quotidiano dei composti signori della Lega Nord diffamano, nascondono e omettono la causa di Bossi. E quelli buoni che invece, non si sa bene perché, vengono promossi.
I cattivi, nella fattispecie, sono 34.

Tra gli altri, leggo su Repubblica: Domenica In di Bonolis, la Domenica Sportiva di Galeazzi, il Maurizio Costanzo Show, Casa RaiUno di Giletti, Quelli che il calcio di Ventura e Gnocchi, Ballarò di Floris, l’Alieno di Giordano, l’Infedele di Lerner, l’Elmo di Scipio di Deaglio. E alla radio Zapping di Forbice, il Ruggito del Coniglio di Dose e Presta, Caterpillar di Cirri, Radio Anch’io di RadioUno).

Non si sa bene il criterio per separare i promossi dai bocciati (solo un vaghissimo “permeati di antileghismo”, che per altro non è un difetto), ma si viene a sapere che coloro che fanno conoscere per bene le idee del canile verde sono Parlamento In (che va in onda ad ore lunari, con qualche ragione), i programmi di Diaco (da 3131 all’approfondimento su Sky), Il processo di Biscardi, Otto e mezzo di Ferrara (anche se qualche volta si intravede anche la Palombelli).

Tre cose, allora, vengono in mente.

La prima: la ridicolezza di un articolo e di un’indagine del genere. Cioè: la Lega Nord alle ultime elezioni politiche nemmeno ha raggiunto il 4% dei voti (ad occhio e croce 800mila su 25 milioni). E allora: per quale folle ragione nelle trasmissioni nazionali dovrebbero essere palesate le brillanti idee di Mario Borghezio, il fratello scemo di Yoghi?

La seconda: qual è il criterio? Come si fa a vedere se Giletti o Bonolis in programmi detti di intrattenimento (e trattano quasi mai di politica) se siano ostili o no alla Lega? E alla Domenica Sportiva? Cos’è, Galeazzi (nato, per altro, in una famiglia di Stresa, lago Maggiore) discrimina le squadre del nord? Le squadre del nord sono Milan, Juve e Inter e a parte l’Inter che, per dire il vero, si discrimina per conto suo, le altre due non pare che patiscano di carenza di visibilità. E neanche nessuno tra Boniek, Zazzaroni e Padovan (il primo ex-juventino, gli altri due giornalisti del pallone), tra un replay su un fuorigioco sì o no e un commento sui 65 dribbling consecutivi del sempiterno Roby, abbiano inveito contro il partito della marijuana (chi non capisce, guardi la bandiera della Lega).

La terza: per una logica indubbiamente affascinante i programmi elencati dalla Padania sono le produzioni un minimo migliori della melma di plastica che forma la maggior parte di ciò che ci propina la scatola magica. Certo, mettiamo fuori esempio Casa RaiUno, Domenica In e Maurizio Costanzo Show che ogni tanto devono pensare un po’ anche all’audience. Ma il resto dei programmi elencati sono approfondimenti e talk politici ben fatti e che dovrebbero essere più visibili ed evidenziati dalle nostre televisioni sempre così vuote e vacue e così piene di banalità superficiali e volgarità, nel senso non di parolacce o culi all’aria, ma proprio di bassa cultura che è molto peggiore.

E poi le trasmissioni radiofoniche. Quelle elencate, per il solito splendido meccanismo, sono le migliori in assoluto dell’etere alle quali manca solo Ho perso il trend (ore 15, Radio Uno).

Conclusione: altro che Sorrisi e Canzoni, se volete sapere cosa si può vedere alla tele, date una sbirciata alla Padania. Costa meno.

Pignolo 1 febbraio 2004 - Diego Pretini

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