Intolleranza

L’Unione Musulmani d’Italia riunisce iscritti quanto un circolo Arci di Piombino. Il partito islamico è frutto puro di fantasie del signor Adel Smith. Il signor Adel Smith parla di “sana crescita psicofisica” per i figli e per molti altri musulmani in Italia. Evidentemente a vedere il crocifisso i non cristiani svengono, impazziscono, entrano in depressione.

Non ci credo, ovviamente, non ci si crede.

Smith ormai è un cavallo con i paraocchi. Ha provocato, ora deve portare la partita in proprio. Il problema è che Smith si atteggia con la postura di chi dice di combattere.

Smith è il fantasma di se stesso, è il suo mulino a vento. Combatte con il comportamento che dovrebbe tenere il suo avversario, cioè il cattolico testardo che vuole tenere il crocifisso nelle aule delle scuole e nel resto degli uffici pubblici, in cui esso è appeso. Ce ne sono di cattolici testardi. Il crocifisso in classe non ha senso, è inutile, è un di più fuori del tempo.

Il crocifisso non è il simbolo dell’Italia, l’Italia è nata per volere di liberali democratici e mezzi visionari che speravano (e ci sono riusciti) di unire tutta l’Italia, robe da pazzi, a quel tempo. Lo Stato Pontificio è sparito solo per effetto della Breccia di Porta Pia, per effetto di una guerra, di una forzatura.

Che il crocifisso debba stare in classe lo ha deciso, poi, una legge fascista e il Parlamento nei sessant’anni di repubblica non s’è mai occupato di levarlo, ma non perché voleva per forza il crocifisso in classe, ma proprio perché non è mai stato un problema, neanche per i milioni di figli del Pci che frequentavano, per forza di cose, le scuole.

E’ un non problema anche ora, perché ai ragazzi non cristiani (musulmani, ebrei, buddisti, sikh, induisti, pagani) non credo freghi molto di vedere Gesù Cristo in croce al muro, se loro credono in quel che credono.

E’ un non problema, per me, non solo perché sono ateo (di vederlo o non vederlo a me non m’è mai fregato molto), ma anche perché alle medie e al liceo (quando un ragazzo inizia a decidere cosa fare e cosa non fare della propria vita, anche spirituale) la croce al muro non mi ricordo di averla mai vista.

Le baccanate di Smith sono controproducenti, vanno contro all’integrazione tanto agognata e desiderata da tutti. Che deve venire non solo dal popolo ospitante, ma anche dal popolo ospitato, senza sbracate come questa, per dire. E’ pericolosissimo identificare un Paese con una credenza religiosa. E per primo lo ha fatto Smith, perché prima nessuno parlava del crocifisso come simbolo dell’Italia. Il problema lo ha portato Smith, i vari Calderoli, Mussolini e i cardinaloni ci sono cascati.

L’arroganza e la presuntuosità di Smith che ha portato a chiedere ad un Tribunale di dargli ragione su una cosa che solo lui e pochi altri vogliono, comunque, apre lo spazio ad una nuova epoca, in cui chiunque potrà andare in tribunale per chiedere cosa gli pare.

Io ho la mia lista, vedrò di scegliere cos’è più urgente.

- Togliere il giornalista da fondo campo nelle partite alla tele: mi è totalmente indifferente se Lippi abbia esultato, abbia iniziato a fumare o abbia detto “vai di là” a Nedved.

- Togliere la patente alle centenni che vanno venti all’ora e poter dare il diritto di silurare chi al semaforo non parte prima di 30”, riuscendo a passare col giallo e non facendo passare quello immediatamente dopo lui.

- Far smettere di cantare Tiziano Ferro.

- Limitare le dichiarazioni di Bondi, santiddio. Da 21 al giorno, almeno fino a 15. Per il bene della famiglia, almeno, che lo vede sempre attaccato al telefono.

- Ritenere la musica cultura e quindi abbassare il prezzo dei cd che sono ormai pari ad una catenina d’oro bianco.

- Arrestare gli autori di Sarabanda e, qualora fosse possibile, inserire loro un cervello.

- Non vendere più sigarette, perché mi danno noia.

- Scrivere sulla schiena del ministro delle Infrastrutture Lunari “Il ponte fattelo tra i denti”.

Pignolo 30 ottobre 2003 - Diego Pretini

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