il Pignolo 11

Magie

Ragazzi, sentite questa: "Il libero mercato ha una magia che trasforma l'egoismo individuale in benessere collettivo". Non fa ridere? Il barzellettiere in questione è il nostro Presidente del Consiglio, Silvio Potter Berlusconi. Una magia. Magicabula bidibi bodibibù e: poff, ogni miliardo che guadagnano Briatore, Piersilvio e gli Agnelli di Dio che tolgono i peccati dal mondo, diventa assoluto sollievo per i cassaintegrati, per gli immigrati che vendono accendini per la strada e per gli home-less (parola più carina per dire "barbone") che vagano come fantasmi nei sottopassaggi dei metrò. Quando questi poveretti che rincorrono i soldi ogni giornata, perché di questo è fatto il mondo di adesso, sentono dire che il proprietario di Luxottica (che pare sia il più ricco dietro soltanto allo Gnomo Ridente), Del Piero e perfino Flavio del Grande Macello guadagnano soldi a palate, si sentono sollevare, si rallegrano, vanno in giro per le strade saltellando, ballando, urlando e cantando: "Zidane l'hanno venduto per 160 miliardi. L'egoismo della Juve si trasformerà in benessere collettivo, quindi anche nostro". E via a ballare, scherzare, dare uno, due, tre (non di più) morsi a quel pezzetto di pane rinsecchito che c'ha fra le dita nere dal sudicio. Non avete mai fatto caso a come si comporta un senegalese o un marocchino o chi per loro, quando incontrano un signorotto della città? Quello che va a giro con il Porsche a Empoli, faccio per dire. Non vanno mica lì e fanno come a me, che non riesco mai a trovare delle scuse buone, cioè chiedono: Agendino? (e io: "Non fumo"), "bragialeddo?" ("ce l'ho già"), "ombrelo?" ("non nevica"), "fazoleddi?" ("non ho naso"). No. Al signorotto questi ragazzi fanno: "Grazie dande, zignore. Se lei guadagna vendi milioni al meze, fa bene anghe a me, za? Guardi, le vorrei dare un bagio ber ringraziarla ber duddo guello che fa ber me". In pratica il concetto è lo stesso che per una gara sportiva. Prendiamo come esempio la maratona. Dopo metà gara c'è uno che stacca tutti, è il più forte, è il più veloce e chi lo piglia più. Sempre dopo metà gara c'è uno che, poveretto, c'ha un crampo alla gamba da mezzo chilometro, si vorrebbe fermare, ma se si ferma potrebbe perdere un'occasione di recuperare il primo, se per esempio anche a lui gli venisse un crampo, non si può mai sapere. E allora continua. Ma al primo il crampo non viene, per fortuna sua. E allora vince, stravince, medaglia d'oro, campione. Il corridore con il crampo arriva quarto, neanche medaglia, compare nell'ordine di arrivo, ma non di certo negli annali del podismo. A questo punto sapete cosa possiamo dire? Che il primo, arrivando primo e non aspettando e tantomeno aiutando un cavolo nessuno, ha fatto del bene al quarto, quello con il crampo. E questo signor Quarto a fine gara andrà dal primo e non gli farà i complimenti e andrà via imbronciato, ma gli dirà: "Grazie, sto bene anch'io, sai, ora che hai vinto anche tu, sto veramente da Dio". Perché la libera competizione, il libero mercato, ha una certa magia, c'è una pozione, un incantesimo, insomma. In queste settimane sono state fatte molte trasmissioni sulla fiaba di Harry Potter. Vespa e Costanzo, i principi della televisione, chiedevano se il film avesse potuto avere effetti negativi sui bambini che andavano a vederlo, visto che parlava di magia. Be', io una risposta me la sono fatta. "Il libero mercato ha una magia che trasforma l'egoismo individuale in benessere collettivo": "Harry Potter e la pietra filosofale" pare abbia già avuto il suo disastroso effetto. Ma non sui bambini. Anche se la statura potrebbe far pensare. Abracadabra a tutti.

Il Pignolo 22 dicembre 2001 - Diego Pretini

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