Diplomazia

La guerra all’Iraq è alle porte. Gli ultimatum anglo-americani si susseguono. Ma l’urgenza per cui si deve prodigare il ministro degli Esteri Franco Frattini è un’altra. Infatti dovrà rispondere in un modo o nell’altro all’interrogazione del giornalista Michele Bonatesta, senatore di Alleanza Nazionale, che ha trovato cose strane nell’infida isola di Malta. Infatti, dice Bonatesta, l’Istituto Italiano di cultura a Malta sta vendendo ancora, con fare losco, il cd “Un anno di governo D’Alema”, gli “Editoriali” di Sandro Curzi ed addirittura il “Manuale del guerrigliero” del Che.

I prezzi sono abbordabili. Cinquemila lire il cd (penso voglia dire cd-rom) su D’Alema, settemilacinquecento lire la raccolta di Curzi, idem il documento storico di Ernesto Che Guevara.

Uno, dopo aver letto che l’istituto culturale italiano a Malta vendono ancora cose come queste, ci pensa su e poi, preso da un sentimento forte e univoco, prende fiato e, guardando il muro, grida: Embè? Bonatesta invita il ministro Frattini “ad adottare provvedimenti urgenti al fine di sanare una situazione che non si ritiene ulteriormente giustificabile in quanto non corrisponde all’attuale momento politico e culturale dell’Italia”. Piacerebbe sapere qual è il momento culturale attuale dell’Italia, perché se è quello che vediamo alla televisione (potenzialmente mezzo culturale potentissimo; praticamente un po’ meno) c’è da piangere la notte.

Il momento politico purtroppo lo sappiamo, visto che è stato spinto uno come Paolo Mieli a rifiutare la sedia della presidenza Rai, solo perché aveva pronunciato le tredici fatidiche lettere eretiche: Biagisantoro. Al posto di Mieli siederà quindi Lucia Annunziata, in passato direttore del Tg3, la Bertinotti del giornalismo, non tanto per le idee politiche, ma perché quando c’è da mazziare il centrosinistra lo fa senza resistersi.

Il momento politico italiano è quello in cui si sta buttando giù un disegno di legge con cui le alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, del Senato, della Camera e del Consiglio) potranno avvalersi dell’immunità parlamentare nel caso di processo a loro carico. Guarda caso tra le quattro cariche solo una per ora è coinvolta in un procedimento.

Il momento politico italiano è quello in cui una legge di governo con cui si regolarizzerà la libertà religiosa (per qualsiasi culto) viene rifiutata con forza dalla Lega Nord, che annuncia addirittura ostruzionismo. Dicono il medico chirurgo Alessandro Cè, il diplomato Federico Bricolo e l’architetto Andrea Gibelli, rispettivamente capogruppo e vice leghisti: “Questo proprio non è il momento storico di aprire all’Islam”. Come se professare la propria religione fosse direttamente collegato a piazzare bombe. Ce ne saranno mafiosi cattolici? E le Br che, per definizione, dovrebbero essere formate da atei? Come si beccano se non professano nessuna religione? Questi terroristi di oggi pensano proprio a tutto, vacca boia.

(Credo di aver finito la trilogia seriosa. Dal prossimo pezzo tornerò lo scemotto di sempre. Promesso).

Pignolo 16 marzo 2003 - Diego Pretini

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