Peace and love

E la baciava, uno, due, tre baci, senza fermarsi, la baciava ovunque perché la amava tutta, dalla testa ai piedi e se non avesse fatto così freddo, l’avrebbe spogliata lì, in mezzo ai cespugli, a due passi dal Magistrale, perché a volte è così forte la voglia di lei che te ne freghi del resto,

non riesci a darti un freno, non è colpa tua, è colpa del tuo cuore che in quel momento si prende la briga di salire, prendere l’ascensore e andare lassù, al posto del cervello e dargli una pedata, al cervello, per rimanere da solo, il cuore, al comando di tutto,

degli occhi, della bocca, delle mani, di tutti i maledettissimi muscoli che abbiamo la capacità di muovere, e allora lui la baciava come fosse stata l’ultima possibilità di poterlo fare,

come se fosse l’ultima cosa al mondo, dare ognuno di quei baci e di quelle carezze che le faceva sulle braccia, sulle spalle, sotto il seno, sulla schiena e via daccapo come se dovesse imparare a memoria la mappa di quel corpo,

come se dopo l’avessero interrogato “Mi sa dire quanti nei ha quella donna?”,

e la baciava e l’accarezzava e la stringeva a sé come un naufrago stringe a sé l’unico pezzo di legno che vede nel raggio di chilometri di acqua e l’accarezzava con una delicatezza che solo lui, quasi fosse una madonnina da pregare e da ingraziarsi, quasi fosse fatta di sabbia e una carezza un po’ più volgare l’avesse fatta scivolare giù tutta e tutta insieme, senza nemmeno l’ultimo saluto,

e la stringeva a sé e l’accarezzava come fosse l’unica cosa al mondo che gli riuscisse fare, come se fosse l’ultimo desiderio di un condannato a morte in Texas e la baciava, la baciava tutta, con una dolcezza che toccava l’infinito

e tornava indietro, le labbra sfioravano le labbra, niente violenza nei baci, niente potenza, solo gesto, giustezza, armonia, atto puro, fare quello e solo quello, senza orpelli, senza barocchismi, senza riccioli, ma senza aritmetica, senza schemi, senza tattiche, come viene, con fantasia, è arte, a suo modo,

e la baciava e l’accarezzava e la stringeva, lì in mezzo a quello spicchio di natura iniettato nella mano dell’uomo, sulla macchina di lui, a due passi dal Magistrale,

e forse proprio qualcuno dei ragazzi aspiranti maestri, presi da un qualche istinto autoritario si accorse che i due erano ormai trasportati dall’amore e dalla voglia di uno dell’altra e che erano privi di indumenti dalla cintola in giù e chiamarono chi di dovere, la polizia, che arrivò in un battibaleno,

li cercò, trovò lui che non ce la fece a scappare, lei invece, lentamente, si allontanò felina, “Non si possono fare certe cose in pubblico” disse l’agente.

Lui, 84 anni, rispose “ha ragione, mi dispiace” e dette all’agente tutte le informazioni desiderate.

Lei, 75 anni, fu latitante per qualche giorno, ma la pescarono in fretta.

E’ vergognoso a volte come l’amore si trovi al momento sbagliato nel posto sbagliato..

Pignolo 17 febbraio 2003 - Diego Pretini

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