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Carissima N.A.
Girando in Internet su di un diario ho trovato questa fabula.
L’ho rimaneggiata ed ora te la racconto, naturalmente, per darTi da pensare
non per narrarTi una fiaba.
Una Rosa
Sulla mia strada ho trovato una rosa, una pianta forte, vigorosa, sporge dal
giardino di una casetta, non è una rosa selvatica. Sta davanti a me e per
passare dovrei cambiare direzione. E' una Rosa bellissima, mai vista una
così. Ha un profumo delicato ma inebriante e colori tenui, magici. Questa è
speciale, magnetica, non riesco a distogliere lo sguardo da Lei. Ondeggiando
al vento sembra chiedermi di raccoglierla, dirmi che mi donerà i suoi colori
e il suo profumo con tutta la magia di cui sarà capace, saranno solo per me.
Come tutte le rose anche Lei ha le sue spine e non fa niente per
nasconderle, anzi, le mette bene in mostra quasi a volermi mettere in
guardia. Le spine lasciano dolorose ferite. Intanto ondeggiando al vento
sparge il suo inebriante profumo. Potrei raccoglierla rischiando di
pungermi, ma, è solo un rischio non una certezza. L'unica certezza che ho è
che se non la coglierò non saprò mai cosa si prova ad accarezzare i suoi
petali vellutati e lasciarsi andare al suo inebriante profumo. Oppure potrei
lasciarla lì e vivere con il rimpianto di non avere saputo cogliere
l'attimo. Intanto non faccio nulla, resto a guardare, stupito ed ammaliato
nello stesso tempo e la Rosa continua ad ondeggiare al vento.
giugno 2006.
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