Nadia

Lettera n° 9

E' al cospetto del dolore che rammento i giorni passati che più torneranno, quelli che formano ferite che si rimarginano nell'atroce dubbio che la vita sia solo questa, con la sua unicità che conduce al rondò monotono e feroce.

Aldebaran, quella volta, scomparve nel cielo della mia imperfezione e mi lasciò con una lacrima non pianta con la rassegnazione d'uomo tragica e sfasciata.

Dunque non mi ascolti più?

Dove riposano i giorni che furono, con le ore che parevano giganti nell'eden che fu di altri e poi nostro, nostro e poi del dio che sovrasta gli immensi deserti di solitudini, cattedrali inviolate nei mesi che preludono al nulla?

Non odo più il tuo respiro che feci mio, quella notte dove le comete scomparvero nella volta che si lacerò per il troppo ardire di averti creata, per l'invidia di doversi confrontare con te, che racchiudi tutti gli universi inesplorati.

Io di questi faccio parte anche se, senza te, affogo nel cosmo senza ossigeno.

Maurizio M....

 

  LETTERE D'AMORE

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