Nadia

Lettera n° 8

Or dunque, non ascolti più i miei desideri che tanto ti piacquero nel dolce morir delle incerte sere?

Era tua l'ombra che lasciò l'impronta femminea sulle nude pareti dell'alcova che vide i nostri cuor palpitare di quell'amor che più non vuoi conoscere?

Ah, quanto è triste il destino dell' uomo che troppo sogna al fin di allungare l'ombra furtiva della signora che si agghinda in nero.

E' la risposta del nulla, è la speranza del desiar altri mondi che non siano questi, per il poco ardir che genera insoddisfazione.

Mai più vedrò i tuoi occhi di cielo che resero la mia indole così solinga?

Non voglio piangere dalla pupilla nera, nè sperar da quella scura, troppo è il dolor che provo adesso per alimentare i solitari giorni che parlano tacitamente di te.

Tutto è vano nella sfasciata preveggenza che mano di profeta mi diede e che io ricambiai con un "è proprio vero?".

Or lo so, è proprio vero perchè nel firmamento stellato conto gli astri che, piangendo, cadono parlandomi di te, rappellandomi che non è notte di San Lorenzo ma notte disperata e senza senso.

Conto le sue ore: manca sempre quella che mi ricongiunge a te.

Maurizio M....

 

  LETTERE D'AMORE

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