Nadia

Lettera n° 7

E' nel segno del destino l'umana sofferenza che io provai per te?

Nadia


Fu nel bosco di betulle che ritrovai il mio giovane ardir, non fu la notte ad impedire i sogni che oggi non ho più voglia di sognar.

Rivedei le gesta antiche di nobili cavalieri, nell'ardimento che non dà la pace incutendo il timor di non vederti più. Qui, giovane fauno, ripenso alle dolci notti che ci videro attori di una scena mai più rivista.

Ah, il dolce candor delle tue mani che si posavano sul mio corpo alla ricerca di un gemito che fu.

Ed io ti strinsi con l'amarezza che ogni uomo dà all'incertezza di un più fulgido domani.

E' or dunque tua l'ultima carezza di cui mi appropriai?

Perchè, vedi, in me è sceso l'oblio delle dimenticate ore notturne, nella pace che ora mi dà il tenero sospiro di colui che fui.

Ricordi a Casetta di Tiara quel dolce balconcino a cui si affacciò Dino e la sua amata?

E' prospicente la chiesa di questo alito d'amor.

Non fu certo la liturgia d'un tempo che tumultò il tuo cuor, nella pagana ansia di un vespro settembrino.

Rivedo e non sogno quel dolce mese, quel 1916 che mai più toccherò, dicevi a me che cercavo di intendere le note monotone di un piano scordato e rimembrato.

Fu dunque la fine o l'inizio del giovan calvario che mi regalò l'amore che seppellii nell'orgia disumana di sentimenti alieni?

Vieni, ti dissi, dammi la tua piccola mano.

E' per l'ultima volta? Replicasti.

Non so, aggiunsi.

Non so perchè in questa terra di Toscana, intravedo a malapena Marradi e mi giungono le urla del cinghiale sacrificato sull'altare di un rito non già umano. Ridiscesi la strada contando i lignei arbusti, con la consapevolezza che Whitman era scomparso.

Ti piace, mi chiedesti?

Ripetei: non so, non sono lui. E con il pianto soffocato, ti salutai con la notte che scese nel mio cuor.

E' di ieri, il giusto commiato? E' di oggi il desiarti con la sfasciata veemenza di un dì che fu?

Non so, lascio a te il dire si o no, perchè nell'uno c'è la vita, nell'altro il dolor.

Quello sordo, quello che parla e non ascolta.

Maurizio M....

 

  LETTERE D'AMORE

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