Nadia

Lettera n° 12

Cerco, nel migliorar del giorno, il perchè di tanto affanno se nella solinga anima mia non v'è posto per la nostalgia che tanto crebbe e che io amai per le perdute ore solenni nel mistero di una notte non più rapita.

Amai e non fui riamato, sognai il desiderio di te e le bianche ombre mi dissero che tu eri lontana nel divenir di un amore per te solenne per me tragico e volgare.

Or dunque è veramente tutto finito?

Non lasci al mio straziato cuor un ragione per battere ancor?

E' destinato tutto a morir nella mortale ora mia che giunge al capezzale della fantasia che più non vuol saper di mettere alcun ala per salire alle estreme vette?

Così deve essere la morte agognata da Cesare, così la vita vissuta nel tormento da Dino.

E tu dolce Rina non più rimembri le lividi notti che ci vollero stranieri nel mio non più ridente Appennino divenuto, dopo l'ultimo amplesso, terra straniera dalla quale fuggir?

Ed io lo feci scappai dal tuo sogno divenuto, per te, troppo periglioso al punto di proferir tali parole: io, e chi mai sono stata se non una voce in più della tua malinconia?

Maurizio M....

 

  LETTERE D'AMORE

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