Carla

Lettera n° 1

Anima mia, seduta sulla sponda del letto, sotto la luce fioca della lampada da notte, sto leggendo la tua lettera:

Amata mia, terribile è l'angoscia che mi tormenta. Non so, amor mio, se ce la farò a tirare avanti perché troppo grande è il sacrificio che mi s'impone. A volte mi sento un vile, non oso parlare per non turbare la serenità, la felicità degli altri; e alla tua, alla mia felicità chi ha pensato?

Soltanto ora mi accorgo di quanto sia egoista il mondo. Ora, solo ora, mi accorgo quanto grande sia stato il tuo, il mio sacrificio: il nostro errore.

Oh, amore mio, è terribile credimi! Vivere così. Dormire nello stesso letto, vivere sotto lo stesso tetto e amarsi e odiarsi. Sì, anima mia, io odio e lei mi ama. Com'è triste la sera, come ora: lei al mio fianco, la testa appoggiata sulla mia spalla, ed io scrivo.

- Tesoro, che cosa scrivi?

- Una novella.

Sì, una novella triste e angosciosa che dice tutto il mio tormento, il mio dolore alla donna che amo, e che mi è proibito amare perché sono… sposato. A colei che ho nel sangue e che non posso scacciare perché significherebbe morire.

Sapessi, amor mio, com'è crudele per me ingannare questa ragazza innamorata. Carezzo la sua chioma bruna, lei mi guarda con sguardo indagatore e sembra leggere nel mio cuore, nella mia mente, perché indovina ogni mio pensiero. Oh! Come si può vivere così? Sentirla come una catena e non potersene liberare, sentire la sua bocca sulla mia, baciarmi con passione, con calore e pensare ad un'altra bocca che io sì, baciavo con avidità e desiderio. Sentire la sua voce sussurrare parole d'amore e pensare ad un'altra voce, carezzare il suo viso di bambina e vedere quel volto proteso, sempre davanti agli occhi, che non mi lascia mai: il tuo volto, cara!

Più terribile e vederla abbandonarsi con fiducia, con affetto infinito ed accetto i suoi abbandoni senza desiderio. Come ora. Ella dorme sicura del mio amore, ed io la sto tradendo.

Il mio pensiero è lontano, corre a te, più veloce del vento; indietro ai tempi felici del nostro amore, ai tempi beati di ragazzo; lassù ai Camaldoli, alla spiaggia di Coroglio, con nostalgia e rimpianto.

E' angosciante rimanere in questo letto.

Scendo, vado in tinello, prendo l'album delle foto. Non è che un cartoncino ma sa darmi tanto sollievo. Tu in pantaloncini azzurri, io al tuo fianco, mi sorridi ed io mi perdo in quel sorriso luminoso, dimentico di tutto. Passo la mano lieve, come per accarezzarti, vedo un luccichio, è la «vera» che mi riporta alla realtà: il sogno è finito! Per darmi coraggio m'illudo che anche il nostro amore è stato un sogno. Ma ahimè! Non può essere perché tutto mi parla di te;tutto mi dice che il nostro amore è stato vissuto e che, tuttora vive.

Dobbiamo dirci addio? E poi? Poi da chi ricorrerò quando sarò triste per essere confortato, che neppure mia madre sa compatirmi come te? Ma il destino è stato più forte del nostro amore!

Cara, vorrei vederti ancora una volta, per ritornare insieme al tempo che «fu nostro» per ritrovare, sia pure per un attimo, i sogni che facemmo ad occhi aperti.

Ti aspetto. Ciao, tuo Enrico.


Enrico, amato mio, è la terza volta che rileggo questa lettera ed ogni volta sento sempre più pungente una spina nel cuore. Sì, mi sono sacrificata! Ti ho lasciato a Lei perché ho creduto l’amassi. Dunque non è valsa la mia rinuncia? Tu, anima santa sei infelice! E allora? Perché, perché ho sacrificato il mio amore? Perché piango nella mia solitudine?

Ero convinta che amassi tua moglie, perciò mi sono fatta da parte. Ma ora rileggendo questa tua, capisco che tutto è stato inutile. Sono rimasta molto tempo avvolta nel torpore dell’inettitudine.

Non so quanto tempo sono rimasta così! Però adesso ho preso la mia decisione: vorrei venissi questa sera, adesso subito! Io ti amo, come si può amare una sola volta nella vita. Ti ho perduto una volta non intendo perderti una seconda. Dopotutto mi sono sacrificata, avevo rinunciato, mi ero fatta da parte lasciandoti alla donna che diceva di amarti. Se lei non ha saputo capirti, vieni da me ti aspetto. Già conto il tempo che mi separa dai tuoi abbracci infuocati dai baci ardenti dalla voce capace di cullarmi e farmi camminare sulle nuvole.

Sono in attesa, Carla tua.

 

  LETTERE D'AMORE

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