Biografia

IL ROSSO MI SCELSE NEL PERIODO PIU’ NERO DELLA MIA VITA….

Gorelli Giovanna - alias "Evi Creazioni" Sono nata il 25 marzo del 1929.

Ero bella, sana, e avevo una famiglia che mi dava tutto l’amore, perché i figli per loro erano importanti.

Ma il destino travolse tutto.

Avevo appena due anni. Una sera d’estate insieme a mia madre e alle due mie sorelline Marisa e Ave, andammo a trovare mio padre che aveva in riva al mare un negozio di vini, bibite e gelati, giusto per prendere un po’ di fresco.

Appena arrivate, mi venne incontro un gattino che attirò la mia attenzione, lui veniva incontro e poi scappava, fu questo gioco che mi coinvolse, io volevo prenderlo e lui scappava, però mi aspettava sempre, perché io andassi da lui.

E fu così, che andandolo a cercare mi portò in una cantina dove mio padre teneva l’approvvigionamento dei vini e delle bibite.

Là dentro, c’era una lastra di marmo, avuta come regalo da una donna alla quale i fascisti le avevano ucciso il marito a suon di botte, che poi morì di tubercolosi.

Mio padre l’appoggiò al muro e per disinfettarla comprò dell’acido muriatico. La bottiglietta la mise sotto la lastra per precauzione. Il gattino si infilò proprio sotto la lastra di marmo.

Io mi infilai dove andava il gatto.

Ad un certo punto, mi sbarrò la strada la bottiglietta, il gattino sparì, ed io mi trovai in mano la bottiglietta, forse pensai che fosse acqua, la portai alla bocca e appena bevvi, cominciai ad urlare dal dolore.

Arrivò mio padre e capì cosa era successo.

Fu una tragedia per me e per i miei genitori.

A due anni non ero in grado di capire cosa mi fosse capitato.

Sono stata bruciata dentro e da quel momento, fui nutrita per via rettale fino a quando avevo quattro anni.

Poi scoprirono che in Germania, avevano inventato delle sonde di gomma di varie misure, e, anche se non erano per il mio caso, le sperimentarono su di me.

Ogni giorno, dalla bocca mi veniva introdotta una sonda per cercare di aprire una fessura per mandare giù almeno la saliva.

Passarono altri tre anni nel tentativo di riuscire a mandar giù oltre alla saliva, dell’acqua o qualcos'altro alimento liquido per nutrirmi.

Dopo sei anni cominciai con difficoltà a nutrirmi di quel poco che potevo mandar giù.

Forse io volevo vivere, o forse la provvidenza mi venne in aiuto.

Fatto sta, che superai tanto dolore con carattere, e nella mia vita di bambina sfortunata, mi aiutò una gran fantasia che mi ha accompagnato tutta la vita!

Sono stata ribelle man mano che crescevo per tutte le cose futili.

Amai il Rosso che mi scelse in un vita nera.

Solo chi ha sofferto si immedesima nella vita della gente che soffre, e diventa adulta, per questo mi sono sempre prodigata a dare una mano a chi ha avuto veramente bisogno.

Sono contenta che il rosso era Comunista.

Io sono Comunista dalla nascita e mi batterò sempre per coloro che sono stati meno fortunati di me.

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