La stanza del figlio
Critica

Una storia semplice, ma appunto per questo bellissima, un dolore vissuto con intensa disperata impotenza, Moretti ci porta nella sensazione fisica della perdita, nel consumarsi ogni giorno e ogni momento in interrogativi senza risposte. Moretti questa volta è attaccato alla realtà come mai in precedenza, non più una crisi generazionale ma vita reale, dove la morte può essere destabilizzante e lo fa col coraggio di non avere pietà, ne per se ne per noi, come del resto fa la vita, quando ci stronca con tragedie improvvise, intollerabili. Un film fra i più belli in assoluto fra quelli usciti in questi anni, un film che gia si candida a vincere la Palma d’oro a Cannes, dove sembra essere in gara per l’Italia, e se avesse un buon distributore internazionale magari a vincere un Oscar, l’anno prossimo.

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